In Svizzera, il consumo di derivati della cannabis potrebbe prossimamente essere oggetto soltanto di misure a carattere amministrativo e non più di procedimenti penali.
La proposta di depenalizzazione è stata infatti approvata senza voti contrari dalla commissione della Sanità del Parlamento elvetico. La decisione nasce da un’iniziativa parlamentare del Partito Popolare Democratico della Confederazione. Lo rende noto l’agenzia di stampa elvetica Ats.
In Olanda il consumo dei cannabinici è già liberalizzato da tempo e in California si assiste ad un regime “sperimentale” in cui – di fatto – il consumo di tali sostanze è controllato, almeno in parte, dallo stato che su di esse riscuote anche le imposte.
Ma già dal 2001 i Ministeri della Sanità di Francia, Germania, Belgio, Olanda e Svizzera avevano istituito una “commissione unita” al fine di dare un giudizio scientifico univoco sull’argomento. Nella relativa relazione, pubblicata nel febbraio 2002, la commissione afferma che troppe volte si sono dati giudizi e prese decisioni politico-legali senza valide ed accertate basi scientifiche, usando studi parziali, spesso inesatti o addirittura errati.
Sicuramente è assai difficile sostenere che il consumo di cannabinici rappresenti un pericolo maggiore di quello degli alcolici. Però, malgrado il generale allarme per il crescente abuso di alcol anche e soprattutto da parte di giovanissimi, la pubblicità di superalcolici, birre e simili è costantemente presente sugli schermi televisivi e sulle pagine di tutti i giornali.
Quella delle sigarette, si sa, è invece severissimamente vietata.
Di fatto il commercio di hashish e marijuana arricchisce tutte le mafie del mondo e in particolare quelle di casa nostra; allo stesso tempo si criminalizzano gravemente i nostri adolescenti che non rinunciano a farsi le famose “canne”.
Ma quale coerenza si può ravvisare in tutte queste norme e disposizioni? Perché certe sostanze sono vietate e di altre si fa la pubblicità? Quali motivazioni adducono i governanti per giustificare sia i proibizionismi che le liberalizzazioni?
Non dovrebbero essere soltanto ragioni scientificamente fondate a governare la salute pubblica?
C’è il sospetto che siano invece questioni di natura ideologica a influenzare i legislatori; “convinzioni” non suffragate da rigore scientifico, opportunismi politici, “simpatie” e interessi economici di varia natura.
Ma “la gente”, quella che assume notizie in merito solo dalla televisione e da qualche giornale, cosa ne sa di tutto questo e cosa ne pensa? Ce ne occuperemo presto su questo sito.
Paolo Fuligni